Nel maggio 2013 la Cgil aveva indirizzato una lettera aperta all’Assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino e al Commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina Manlio Magistri per dire no all’ipotesi di trasferimento presso l’ex ospedale Regina Margherita. Ipotesi che, secondo il sindacato, servirebbe solo a creare innumerevoli disagi ai cittadini che in quella struttura situata in centro città hanno un punto di riferimento importante.
Mario Biancuzzo, invece, presidente della IV circoscrizione, era favorevole al trasferimento presso il Mandalari. E su un quotidiano locale affermava: “Il Mandalari si trova su un viale accessibile da un nuovo svincolo autostradale e dunque vicino anche ai Comuni della provincia tirrenica. Il plesso è inoltre dotato di ampio parcheggio, che offre all’utenza l’agio di lasciare agevolmente i propri mezzi, cosa che in Via del Vespro sarebbe impossibile a causa dei ridotti spazi a disposizione. Se tale trasferimento fosse messo in atto, comporterebbe per di più un aggravamento delle condizioni del traffico nella zona di Via del Vespro. Bisogna anche rilevare che l’utenza che si serve nel suddetto Ufficio, oggi ha l’opportunità di ritirare i presidi di cui necessita immediatamente rivolgendosi alla farmacia interna al plesso del Mandalari. Questo vantaggio verrebbe a decadere in seguito al trasferimento della sede dell’ufficio in Via del Vespro. Inoltre, a trasferimento avvenuto, gli utenti, sarebbero comunque costretti a recarsi al Mandalari per ritirare i presidi. Di conseguenza, questa decisone creerebbe un doppio disagio all’utenza”.
La Giunta municipale di Messina riunitasi ieri ha deliberato l’atto d’indirizzo per l’organizzazione dei PTA, Presidi Territoriali di Assistenza, e dei Punti Nascita, invitando la direzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina a valutare attentamente le ipotesi di tagli o riduzioni di servizi sanitari territoriali a danno della popolazione messinese e ad instaurare un confronto in ordine alle scelte inerenti la tutela dei livelli necessari di salute e di benessere dei cittadini.
L’esecutivo ha espresso dubbi in merito al progetto di trasferimento del PTA di via del Vespro, temendo che l’interruzione delle decine di migliaia di prestazioni attualmente offerte dal presidio, si possa tradurre in un taglio netto di servizi per i cittadini di Messina e provincia a tempo indeterminato.
Gli utenti sarebbero disorientati dalla chiusura di una struttura sanitaria conosciuta per la posizione logistica strategica e la grande accessibilità in mancanza di una contestuale offerta alternativa di servizi. La scelta del collocamento del secondo punto nascita, oltre a quello del Policlinico, non può prescindere dal rispetto dei parametri indicati nell’esclusivo interesse della salute della madre e dei nascituri, indipendentemente dall’aspetto territoriale, fanno sapere da Palazzo Zanca.
