Le proposte di Renato Accorinti, sindaco di Messina, e degli altri primi cittadini, sono ben precise: “incrementare il numero di corse giornaliere tornando quantomeno al regime in essere nel triennio precedente; prevedere tariffazioni agevolate per residenti e pendolari. Considerando che il servizio, nell’ultimo triennio, ha ottenuto dall’incasso dei biglietti una quota poco rilevante del fatturato complessivo, riteniamo che sia possibile rimodulare il prezzo dei biglietti, anche con eventuali rincari sui non residenti e con l’inserimento di altre fonti di introito, come quello pubblicitario, in modo da favorire l’integrazione commerciale, occupazionale e culturale delle due sponde; privilegiare l’accesso al bando ad una fascia di concorrenza più estesa possibile“.
È chiaro che la situazione dei trasporti nello Stretto di Messina non può più continuare ad arrancare così come avviene oggi. In un’ottica che prevedere in un immediato futuro la realizzazione dell’Area Metropolitana dello Stretto, approntare un efficiente sistema di collegamento tra Calabria e Sicilia, che abbatta costi e tempi di attraversamento, in modo da accorciare considerevolmente la distanza tra le due sponde, è una necessità primaria.
