
PANICOLA Vincenzo, figlio del defunto “patriarca” mafioso PANICOLA Vito, è detenuto perché ritenuto responsabile, unitamente ad altri, tra cui il già citato cognato latitante MESSINA DENARO Matteo, Filippo GUTTADAURO, Leonardo BONAFEDE e Franco LUPPINO, di associazione per delinquere di tipo mafioso nonchè, quali componenti il mandamento mafioso di Castelvetrano, di avere curato e gestito la latitanza dei membri del mandamento, in particolare di MESSINA DENARO Matteo, attraverso il continuo scambio di messaggi, prestandosi a recapitare e ricevere “pizzini”, consentendo, così, al latitante l’esercizio delle sue funzioni “apicali” nell’organizzazione mafiosa; altresì, di avere posto in essere condotte dirette al controllo delle attività economiche, anche attraverso la programmazione di estorsioni, di incendi, di approvvigionamento di fondi e di reinvestimento di capitali.
Il PANICOLA, imprenditore di Castelvetrano (TP), prima della sua detenzione, ha operato nei settori della manutenzione di impianti di produzione, installazione, distribuzione e utilizzo dell’energia elettrica; delle costruzioni edili e stradali; dei lavori di pulizia in genere.
L’odierno provvedimento, che segue il precedente operato sempre dalla D.I.A. nei confronti del PANICOLA Vincenzo, è stato emesso dal Tribunale-Misure di Prevenzione di Trapani. Trattasi di provvedimento di sequestro emesso nella formula per equivalente, di cui all’art 25 del Codice Antimafia, a compensazione della somma di euro 30.000,00, depositati sui conti correnti bancari riconducibili al PANICOLA, di cui si è accertata, antecedentemente al sequestro dei rapporti bancari, la distrazione ad opera della moglie MESSINA DENARO Anna Patrizia, recentemente arrestata dalla D.I.A. per estorsione, nell’ambito dell’operazione “EDEN”.