A seguito dell’ispezione, i due consiglieri emisero una nota nella quale sottolineavano “gravi anomalie” all’interno della struttura, e consequenzialmente chiedevano la “rescissione del contratto tra il Comune e la cooperativa“. Il responsabile della cooperativa, Giovanni Oliva, si oppose presentando un esposto alla Procura della Repubblica, dove veniva messa in dubbio la legittimità dell’ispezione . Secondo Oliva infatti i due consiglieri comunali non avevano alcuna competenza per eseguirla.
Il sostituto procuratore Fabrizio Monaco ha sottolineato che, oltre a non avere i due consiglieri alcun “potere ispettivo del tipo di quello esercitato“, Carmelo Conti avrebbe dovuto astenersi dall’azione per ben altri motivi. In primo luogo perché lo stesso Conti era dirigente di una cooperativa concorrente a “Le Garderie” – la cooperativa “Cas” – che in passato aveva avuto in gestione il medesimo asilo comunale. Inoltre la figlia di Conti era socia di un asilo privato che si trovava nelle immediate vicinanze di un altro asilo comunale gestito anch’esso dalla cooperativa “Le Garderie”.
Carmelo Conti e Tanino Caliò comunque respingono ogni accusa. I due ex consiglieri comunali infatti ritengono la loro ispezione legittima, in quanto entrambi erano componenti della “Commissione servizi sociali”. In quell’occasione i due consiglieri analizzarono essenzialmente il servizio di refezione, controllando “modalità, fornitura, trasporto, presentazione e tenuta delle cibarie, e presentazione e tenuta delle stoviglie“.
