Difese dall’avvocato Marco De Mauro, le due donne hanno fatto valere il principio che “coltivare” è ben diverso da “produrre”. Per produzione si intende non solo superare la quantità massima perché sia considerato “consumo personale”, ma anche usare impianti di illuminazione e irrigazione, usare ampie metrature di terreno ed altri accorgimenti. Insomma, le due stavano semplicemente coltivando le piantine, come si può tenere a casa del basilico o altro. Una sentenza che farà scuola.
Messina: coltivare marijuana in casa non è reato, assolte due donne
