Balsamo, secondo l’accusa e dalle intercettazioni effettuate, come affermato oggi dal procuratore capo Renato Di Natale, avrebbe “truccato le carte a tavolino, creando una falsa testimonianza, pagata 200 euro. Un falso testimone che è andato davanti al giudice ed ha detto di aver visto la dinamica dell’incidente (avvenuto nel 2008, ndr), attribuendo responsabilità all’automobilista. In virtù di ciò, l’assicurazione ha liquidato – ha continuato Di Natale – circa 30 mila euro di risarcimento danni di cui 4 mila per le spese legali. Peccato che per il difensore, questi 4 mila euro fossero pochi e se ne è fatti consegnare altri 7 mila, in contanti, dalla parte”.
Secondo quanto ricostruito, i fatti vanno fatti risalire al 2008, quando Balsamo venne assunto come avvocato difensore di Mary Ann Casaccio, madre di un giovane minore rimasto coinvolto in un incidente stradale. Il figlio della Casaccio, alla guida di un ciclomotore, e una vettura, guidata da Michele Di Falco, erano venuti a contatto ad un incrocio, e il ragazzo aveva subito ferite giudicate guaribili in 30 giorni. La Casaccio quindi presentò un ricorso contro l’assicurazione e contro l’automobilista che, secondo quanto sostenuto da Balsamo in sede legale, aveva tutta la colpa dell’incidente. Per sostenere la tesi, venne “reclutata” Francesca Bonsignore che, secondo l’accusa, ha testimoniato il falso sotto giuramento, confermando la ricostruzione di Balsamo e della Casaccio, per poi ricevere i 200 euro di ricompensa.
