
Nonostante le forti contrarietà della famiglia Bevilaqua, la procura di Roma ha comunque disposto l’esame autoptico.
Negli ultimi mesi più volte i media hanno dato risalto alle condizioni di salute di Bevilacqua e i legali della Miti spesso hanno utilizzato termini come “prigionia da parte dei medici”, chiedendo il trasferimento dello scrittore in un’altra clinica, peraltro sempre rifiutata dai Tribunali civili.
Il motivo del rifiuto era semplice: i due non erano sposati dunque la compagna non poteva avere pretese “legali” di nessun genere, pur essendo una coppia da ben 17 anni.
La camera ardente sara’ allestita nella stessa clinica, ma decideranno i familiari se renderla aperta al pubblico o meno.
