Ricorso contro Accorinti. Cocivera: “la verità è un diritto”. Calabrò: “all’oscuro di tutto”

Ricorso: the day after. Tra sostenitori e denigratori dei due procedimenti che chiedono la verifica dei voti del primo turno delle elezioni amministrative, Messina è oggi in subbuglio. E sulla bocca di tutti i nomi di chi ha firmato il ricorso. In particolare fa discutere la figura di Giovanni Cocivera, ex consigliere comunale Pdl con Buzzanca, primo dei non eletti in queste consultazioni nelle liste del Partito Democratico. Cocivera, ricorrente secondario del ricorso, è arrivato settimo, con 827 preferenze.

E difende la sua azione a spada tratta. “Non mi vergogno affatto della mia scelta. Ho il diritto di sapere la verità sui voti“, ha dichiarato il ginecologo a TempoStretto, che aggiunge di non essere “contro” Accorinti, ma che ha scelto questa via a causa dell’incompetenza “di alcuni presidenti di seggio, che hanno dimostrato di non essere all’altezza“.

Di fatto Cocivera pone l’attenzione sulle operazioni di spoglio, che in alcune circostanze hanno messo in luce situazioni quantomeno “imbarazzanti”, con verbali lasciati in bianco, palesi incongruenze e contestazioni di vario genere. Tanto che per riuscire ad avere i risultati definitivi del primo turno sono occorse quasi 48 ore, quando a Roma ad esempio ne sono bastate 6. Uno spoglio che Cocivera definisce impietosamente “da elezione sudamericana“. Dato il divario minimo di 59 voti, “è giusto chiedere una verifica“.

Contattato sempre da TempoStretto, Felice Calabrò “taglia corto”, ribadendo che non era a conoscenza della scelta dei tre candidati consiglieri di presentare ricorso, e che lui personalmente non lo avrebbe mai presentato. Non giudica però negativamente il procedimento: “Ognuno deve sentirsi libero di tutelare i propri diritti , se pensa che siano stati calpestati“. E aggiunge che, “su 42mila persone che hanno votato per me“, e “82 mila persone che hanno votato il centro-sinistra“, è abbastanza prevedibile che ci siano “persone che vogliono capire se i voti sono stati conteggiati in maniera corretta“.