Nella giornata di ieri, a Reggio Calabria, lungo il torrente Calopinace, è stato rinvenuto il corpo di un uomo in avanzato stato di decomposizione. Inizialmente si è diffusa la voce, rimbalzata tramite i social network, che quel corpo fosse di Tindaro Bisazza, il 45enne scomparso l’8 aprile scorso dalla sua abitazione di Castanea delle Furie. Ma già nella serata di ieri le forze dell’ordine hanno diramato la notizia che il cadavere era già stato identificato. Si tratta infatti, senza ombra di dubbio, di Abdelmajid Ayar, cittadino marocchino di 47 anni, scomparso sempre a Reggio Calabria nel mese di maggio.
Sulla morte di Ayar ancora non c’è un’ipotesi ben chiara, anche se accanto all’uomo è stata trovata una bottiglia contenente una bevanda alcolica. È quindi probabile che si sia trattato di un decesso accidentale, provocato da una caduta o da un malore improvviso. Purtroppo però, ancora oggi, è viva la voce che il cadavere sia di Bisazza. Sicuramente qualche cittadino poco informato ha iniziato a diffondere questa notizia errata, che tramite i social network si è poi diffusa a macchia d’olio.
Ripetiamo quindi che il corpo rinvenuto a Reggio Calabria non appartiene a Tindaro Bisazza, e che quest’ultimo risulta ancora scomparso. In ogni caso, e nella speranza che venga ritrovato, rammentiamo la descrizione dell’uomo: Tindaro Bisazza è alto un metro e 80 centimetri, è di corporatura esile e, al momento della scomparsa, portava pantaloni da tuta verdi, una maglia scura e scarpe da tennis nere. Ha come segni particolari il tatuaggio di un cavallo alato sul braccio sinistro e, rispetto alla foto pubblicata, porta i baffi e il pizzetto.
La sorella, in un appello lanciato proprio tramite Facebook, ha affermato che, nel caso qualcuno veda e riconosca Tindaro, “è pregato di chiamare subito il 112 o il 113 e aspettare, senza insospettirlo, le forze dell’ordine. Necessita di cure urgenti“.
