Bianco e Martino, secondo la ricostruzione, si trovavano a bordo dello yacht “Nabilia”, quando urtarono con lo scafo e le eliche e ferirono a morte Falletta, che faceva immersioni a poca distanza dalla costa di Vulcano. Ci fu un testimone oculare, un ingegnere che si trovava affacciato da un albergo dell’isola. L’uomo vide tutta la scena, notò l’imbarcazione che si fermava, e tre uomini e una donna che si affacciavano a poppa. Lo yacht quindi fuggì e purtroppo, data la distanza, il testimone non riuscì a scorgerne il nome.
Iniziarono subito le indagini per individuare il natante, ma i responsabili furono probabilmente aiutati ad occultare le prove dell’impatto. Così, per anni, gli assassini di Mauro Falletta l’hanno fatta franca. Adesso però i responsabili, se durante il processo emergeranno prove inconfutabili e l’accusa verrà confermata, riceveranno la giusta pena. Mauro Falletta, come detto, aveva appena 34 anni, e si trovava in vacanza alle Isole Eolie con la moglie e la figlia, che all’epoca dei fatti aveva solamente 2 anni e mezzo.
