Il secondo ricorso, n° 1738 – il primo del quale vi avevamo dato notizia nel primo pomeriggio – è stato presentato, come già di pubblico dominio, da Alessia Currò, Giovanni Cocivera e Giovanna Venuti. Tutti e tre erano candidati in tre liste a sostegno di Felice Calabrò, nell’ordine: Progressisti Democratici, Partito Democratico, Felice per Messina. Cocivera, come potete leggere in questo articolo, era già stato consigliere comunale nel Popolo della Libertà, con Buzzanca sindaco. Qualche mese fa è invece passato al Partito Democratico, lista nella quale si è candidato, ottenendo 827 preferenze. Alessia Currò ne ha ottenute 349, la Venuti 731.
Cosa accadrà adesso? Il presidente del TAR dovrà convocare le parti, e scegliere la data della prima udienza. Come abbiamo già anticipato, le operazioni dovrebbero durare all’incirca 10 mesi. In questo periodo si procederà al riconteggio dei voti del primo turno, per appurare se effettivamente Felice Calabrò non è diventato sindaco per 59 voti, come emerso dal primo scrutinio. La Giunta Accorinti comunque, in attesa della sentenza, è autorizzata a continuare a lavorare con pieni poteri. Nel qual caso dovesse emergere un risultato diverso, ovvero con Calabrò vincente al primo turno, ci sarà un “passaggio di consegne”. Altrimenti Accorinti continuerà fino al termine del mandato. Nessun rischio di nuovo commissariamento per Messina. Almeno non al momento.
Una domanda però sorge spontanea. Sia Calabrò che l’intera coalizione hanno più volte affermato che non avrebbero presentato ricorso. Eppure il ricorso è stato firmato da tre candidati nelle liste a sostegno di Calabrò. Non come membri di partito certo, ma come liberi cittadini. Ma è comunque una nota che stona parecchio.
