
L’opera presenta una cavità centrale che riproduce la sagoma della Sicilia, contornata dai nomi delle vittime di mafia: da Giovanni Falcone a Don Pino Puglisi, da Peppino Impastato a Paolo Borsellino, dal generale Dalla Chiesa a Rosario Livatino, e molti altri. “L’obiettivo è quello di costruire un manufatto di forte impatto simbolico ed emotivo che possa attirare gli sguardi delle tante persone che continuamente attraversano quest’area. Una scultura però, non solo da osservare, ma anche da toccare, attraversare, vivere; un’opera che riassumendo i dovuti valori simbolici, risulta essere anche un contenitore di informazioni, utile a spingere le persone a riflettere per avviare un processo di maturazione e consapevolezza“, conclude la descrizione. Chissà che la proposta non trovi un giorno un riscontro positivo nell’amministrazione della città.
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