
…Ma ciò che può apparire semplice concettualmente richiede un lavoro ed una concentrazione straordinarie per il pittore.
La verità, raggiunta attraverso una stupefacente perizia tecnica, non potrà mai bastare senza la menzogna creata dalla sensibilità unica dell’uomo. Il virtuosismo tecnico è sempre una pericolosissima trappola in pittura, arrivando ad essere perfino la negazione della pittura stessa. E D’Avenia lo ha presto imparato. La pittura per essere tale necessita di quel tradimento della realtà che solo l’anima del pittore può operare; quella menzogna che s’insinua fra la tela ed il colore creando mistero, sospensione, seducente irrealtà…
…Un discorso analogo, benché mutuato in una realtà più concreta e tridimensionale, si può applicare anche alle sue sculture, dove D’Avenia, in linea con una tradizione che giunge a noi da secoli di storia, trasforma in forme ideali gli “oggetti” del visibile, ma anche qui esaltandone il carattere metafisico attraverso una stilizzazione che è solo apparentemente verosimile. Sculture spesso rappresentanti l’universo muliebre, nelle quali marmo, pietra, bronzo e creta si trasformano, prima ancora che in forme, in sottili inquietudini, silenziosi straniamenti e solitudini.
…La contemporaneità vera è, oggi più che mai, una sintonia col tempo, con la storia, con il nostro tempo e la nostra storia. Una sintonia che pittoricamente D’Avenia realizza attraverso una sensibilità esasperata, eccessiva, a volte contraddittoria. E infinitamente varia, come la nostra vita”.
La mostra è visitabile fino al 26 maggio 2013 presso il Palazzo Reale, Piazza Indipendenza – Sale Duca di Montalto.
Orari: lunedì – sabato 8,30 – 17,40
Domenica e festivi 8,15 – 13.00
