Lo denuncia Salvatore Nania, presidente del comitato “Ex-esposti amianti” ed egli stesso ex dipendente Sacelit, a margine della notizia degli 11 avvisi di garanzia che hanno coinvolto i responsabili della bonifica e delle discariche dove è stato portato il materiale. L’accusa, a vario titolo, è per i reati di traffico illecito di rifiuti pericolosi in concorso e falso del privato in atto pubblico. L’amianto fu depositato sotto la falsa indicazione di rifiuti “normali” nei siti di Gavignano (Lazio), Priolo e Lamezia Terme. Nel registro degli indagati sono finiti: Pasquale Pagnozzi, Filippo Morelli, Pietro Accolla, Diego Medolago, Paolo Andreini, Ernesto Giovanni Fenaroli, Achille Aversa, Ilario Emanuele, Maria Laura Stella, Antonella Mastrosanti, Lorenzo Bastoni.
“Da tempo denunciavo che si dovesse indagare per capire dove erano finiti i residui di lavorazione della Sacelit“, ha dichiarato Nania. “Non sono bastati i morti in fabbrica, qualcuno vuole fare una strage. Molto spesso l’amianto era sversato appunto in torrenti qui vicino o in discariche e quindi tutti residenti delle abitazioni accanto a questi siti sono a rischio“, conclude il presidente del comitato.
