A propria difesa il Messina presentò una dichiarazione firmata dallo stesso Mangiarotti, che attestava la ricezione dei pagamenti. Ma la firma stessa, secondo gli inquirenti, sarebbe “apocrifa”, ovvero non è stata riconosciuta come autentica. Lo stesso calciatore, deponendo nel marzo scorso, ha sì confermato di essere stato pagato, ma di non aver mai firmato nessuna liberatoria. La squadra giallorossa scende quindi da 61 a 60 punti, e adesso ha 4 lunghezze di vantaggio sul Cosenza.
Serie D: Messina penalizzato di un punto per il caso Mangiarotti
