La tabella, che pubblichiamo a corredo del nostro articolo, elenca le prime 20 città più indebitate d’italia in base al debito pro capite totale, e quindi al rapporto tra il debito complessivo dell’ente e la popolazione della relativa città. Così ogni cittadino di Parma ha un debito di quasi cinquemila euro, e dopo la città emiliana a cui spetta il triste primato troviamo Torino e Milano, seguite da Carrara, Venezia, Siena, Genova, Viareggio, Verona e Terni. Tra le prime 20 città più indebitate d’Italia, solo due sono del sud: Napoli e Potenza. In questi giorni in cui gli appelli sul patto di stabilità che rischia di “uccidere tutti i comuni d’Italia” e sul debito pubblico del nostro Paese, tali dati dovrebbero far riflettere chi, a Reggio e Messina, urla alla “catastrofe” locale dimenticandosi di ciò che accade in Italia, in Europa e nel mondo, senza interrogarsi sulle cause di una situazione senza ombra di dubbio difficile anche per Palazzo Zanca e Palazzo San Giorgio, ma comune (e, anzi, meno grave) rispetto a moltissime altre città d’Italia e dovuta a un sistema di rapporti tra Stato ed enti locali che ha determinato una situazione d’emergenza ovunque, da nord a sud. E, anzi, soprattutto al nord.
