Si legge nel decreto: “i provvedimenti prefettizi impugnati appaiono, allo stato (e fatti salvi i più congrui approfondimenti in sede collegiale) essere coerenti con le determinazioni assunte dalla Corte dei Conti per la Regione Siciliana ben prima dell’entrata in vigore dell’art. 243 bis del Testo unico enti locali, cui si ispira la delibera del consiglio comunale del 22 dicembre 2012, n. 133, richiamata a fondamento del ricorso.
Ritenuto pertanto che non sussistono i presupposti che possono giustificare l’adozione di misure cautelari interinali mediante decreto presidenziale, anche in assenza di contraddittorio, si fissa per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare la Camera di consiglio del 27 febbraio 2013“.
Da parte dell’Amministrazione nessun commento su questo ennesimo capitolo della “questione dissesto”. Sindaco e assessori infatti hanno semplicemente “preso atto delle decisioni assunte” dal Tribunale Amministrativo Regionale.
