
L’uomo, che si trovava a casa, ha avvertito il dolore al petto e, capitane la gravità, è riuscito appena in tempo ad avvertire un amico che lo ha raggiunto, caricato in macchina, e portato al Pronto Soccorso del Papardo. Qui i medici si sono immediatamente accorti della situazione critica, col paziente ormai in arresto cardiaco e privo di conoscenza. Tempestive le manovre per rianimarlo, tecniche che però sulla carta dopo poche decine di minuti non possono sortire alcun effetto.
Forse la testardaggine dei sanitari di turno o una flebile speranza, data la giovane età dell’infartuato, hanno spinto a continuare il massaggio cardiaco, con diversi medici che si sono alternati nell’eseguire le manovre. Arrivati a 70 minuti l’incredibile ripresa, con un nuovo debole battito del cuore del 32enne. Appena stabilizzato, il giovane è stato trasportato in sala operatoria, dove è stato sottoposto ad un’angioplastica per dilatare il vaso occluso. Marco Cerrito, il giovane cardiologo di turno quella sera, ha dichiarato che episodi del genere ci devono insegnare che in determinate situazioni bisogna continuare ad insistere, fino a quando non si è certi al di là di ogni dubbio che non ci sia più niente da fare.
