Secondo Paolo Agrillo dell’ORSA però, gli accordi che la società firma con i sindacati che hanno aderito al contratto nazionale, non rispettano appunto tale contratto. “La società sta cavalcando l’onda della crisi – afferma Agrillo – imponendo a tutti due giornate in meno di lavoro, e proponendo il falso problema degli esuberi. L’unico modo per far sentire la nostra voce è lo sciopero, e certamente l’adesione tra i marittimi sarà totale, come nel passato“.
Messina: confermato sciopero marittimi Caronte&Tourist per l’1 e 2 marzo
