
Il Leo Club Milazzo, nell’ambito delle “Iniziative per la legalità”, ha invitato nella cittadina della provincia di Messina l’autore, per presentare il libro. L’associazione, da sempre in evidenza nella Città del Capo, ancora una volta è riuscita a realizzare un evento di primissimo livello. Alla presentazione hanno partecipato anche il sindaco di Milazzo, Carmelo Pino, la presidentessa del Leo Club, Sara Utano, e l’avvocato Siracusa. Presente nel pubblico anche l’ex arbitro di Serie A Emilio Pellegrino. L’incontro si è svolto nella suggestiva Sala Conferenze di Palazzo D’Amico.
Dopo le introduzioni di rito della presidentessa Sara Utano e del sindaco Pino, è stato l’avvocato Siracusa che ha introdotto i temi discussi nel libro. “Indicativo ed esemplare è stato l’accostamento tra il mondiale d’Argentina, nel quale la vittoria dei padroni di casa sarebbe significata per i gerarchi della dittatura rispetto e consenso, e la pratica dei boss di avvicinare i campioni del calcio. E’ un modo per affermare il dominio sul territorio“, ha detto Siracusa.
E’ venuto poi il turno del magistrato, che ha ampiamente anticipato gli argomenti che possono essere letti in “Football Clan”. Al centro di tutto c’è il calcio-scommesse, che crea quotidianamente un volume d’affari incredibile. “Il calcio è un eccellente metodo di scalata sociale, pensiamo a Messi, Cassano, Insigne, tutti venuti da quartieri poveri e diventati ricchissimi. Lo stesso Berlusconi deve gran parte della sua popolarità al Milan“, esordisce Cantone. “Ci siamo mai chiesti perché i boss della famiglia Giuliano, i veri inventori del calcio-scommesse, si sono fatti fotografare con Maradona? Quale migliore dimostrazione di potere?“
Il discorso passa subito alla tentata scalata alla Lazio, che Cantone si spiega così: “Arrivare ad una squadra così importante significa entrare in contatto con tutte le personalità di spicco che affollano la tribuna autorità. Significa mettere le mani su enormi interessi economici: costruzione di stadi e centri sportivi, sponsor e, soprattutto, le scommesse“. Il magistrato fa anche un altro esempio, quello del Potenza Calcio, una squadra che, a causa della guida del giovanissimo presidente Giuseppe Postiglione (detto anche “cicciobello”), fu letteralmente radiato. Postiglione truccò in maniera astuta una gara del 2008 contro la Salernitana, facendo credere pubblicamente che ci fosse una possibile combine e ordinando all’ultimo momento di far giocare i ragazzi delle giovanili. Ovviamente vinsero gli avversari, con tutte le conseguenze del caso.
Cantone tocca sia nel libro che nella presentazione diversi altri punti. C’è una contiguità accertata tra la criminalità e le tifoserie organizzate, soprattutto al Sud. “A Napoli si è scoperto che nei disordini causati per impedire l’apertura di una discarica, la manovalanza usata dai boss fu un consistente gruppo di tifosi della curva partenopea. Sempre a Napoli, il giocatore Lavezzi aveva problemi nel rinnovo del contratto. Guarda caso fu aiutato da un gruppo di ultras che si piazzarono sotto la sede della società per giorni, con striscione e cori, e premettero per il rinnovo“.
E le società? Apparentemente stanno a guardare. Cantone prende l’esempio di Palermo, sul metodo col quale vengono assegnati a certi individui i posti in tribuna autorità, o si chiede perché l’ex responsabile del settore giovanile della squadra rosanero (arrestato nel maggio scorso) abbia ottenuto tale ruolo, nonostante la comprovata contiguità con ambienti mafiosi. E l’ipocrisia dello Stato nella gestione delle scommesse è arrivata oltre ogni limite. Dal massimo divieto alla totale permissività. Una legalità che, invece di regolarizzare, ha favorito un volume d’affari ormai incontrollabile. Ormai oltre il 40% della pubblicità appartiene al gioco d’azzardo, e guarda caso spesso sono gli stessi calciatori a fare da testimonial.
Insomma “con le scommesse il calcio rischia di far la fine dell’ippica. Gli ippodromi chiudono uno dopo l’altro. C’è il rischio che la passione venga strumentalizzata e che il calcio scommesse distrugga uno dei più bei giocattoli che abbiamo in Italia“. Cantone però afferma di “credere ancora” nel calcio, e infatti a conclusione del suo libro inserisce una lista di suggerimenti per cambiare la tendenza attuale. Però è anche vero che “la giustizia sportiva di oggi non è affatto credibile“, e si chiede polemicamente: “siamo proprio sicuri che il tema si voglia affrontare?“
