
Alfano aveva scoperto il covo del boss Nitto Santapaola, il quale aveva trascorso la sua latitanza a pochi passi da casa e dal luogo del delitto che vide protagonista il giornalista. “A distanza di 20 anni – spiega Tescaroli – una verita’ e’ stata raggiunta: un lungo e tormentato iter giudiziario ha consentito di dare un volto e un nome a colui che ha commissionato l’omicidio ed e’ stato individuato l’autore materiale del delitto. Risultati certamente importanti. Ma resta un cono d’ombra intorno all’omicidio di Beppe Alfano, con la trattativa Stato-mafia sullo sfondo“. Dopo 20 anni infatti, secondo quanto affermato dal pm di Roma, le strutture mafiose “sono state indebolite, al punto che non sembrano piu’ commettere delitti eccellenti. E registriamo un risveglio, seppure lento, all’interno della societa’ civile, che induce all’ottimismo. Auspico che il dolore dei familiari delle vittime di mafia si tramuti in un impegno costruttivo per diffondere e rafforzare la cultura della legalita’ in questa citta’ e nel nostro paese“.
Barcellona Pozzo di Gotto: il pm Tescaroli ricostruisce la storia dell’omicidio di Beppe Alfano
