
Arrivano ulteriori dettagli sull’operazione che nelle scorse ore ha portato in carcere il boss latitante Filippo Barresi. L’uomo, appena bloccato, si è complimentato con gli uomini della Polizia per l’arresto. Ricerche e minuziose indagini hanno permesso di localizzarlo nell’abitazione di Salvatore Cuttone, 38 anni, che nell’ultimo tentativo di evitare l’arresto e di nascondere il boss ha sbarrato la porta di casa e spento le luci per far credere che la casa fosse vuota. Cuttone è stato ovviamente arrestato per favoreggiamento.
I poliziotti hanno fatto irruzione dalle finestre dell’appartamento e hanno scovato Barresi nascosto in un vano ricavato nel sottotetto, al quale si accedeva attraverso una piccola botola dotata di una scaletta (visibile nella foto in basso). Cuttone si era invece nascosto nel box doccia. Dopo l’operazione “Gotha”, Filippo Barresi era l’unico esponente di vertice della famiglia mafiosa barcellonese ancora in libertà ed era perciò ritenuto un punto di riferimento per le strategie criminali. La cattura di Barresi, dopo quella definitiva dell’avvocato-boss Rosario Pio Cattafi, è un altro durissimo colpo alla criminalità organizzata barcellonese.
“Il suo arresto – ha detto il procuratore di Messina Guido Lo Forte – è di importanza strategica, è venuta meno una pedina fondamentale della criminalità organizzata“. Barresi recentemente era stato colpito da un importante sequestro di beni eseguito dalla Dia. Ricordiamo l’escalation criminale dell’ultimo periodo a Barcellona Pozzo di Gotto, con ben due omicidi nel giro di un mese: il primo dicembre 2012 fu ucciso il giovane Giovanni Isgrò, 23 anni, mentre il giorno di Capodanno è stato assassinato Giovanni Perdichizzi, secondo gli inquirenti esponente di spicco di un gruppo criminale dedito alle estorsioni.
