
Nato il 10 febbraio 1988 a Vizzolo Predabissi, in provincia di Milano, si forma calcisticamente nel Pavia. Dopo l’esordio in prima squadra nella stagione 2005/2006 e le brevi esperienze con Renate, Triestina e Spezia, fa parte in pianta stabile della rosa pavese nel 2008/2009 e nel 2009/2010. Due campionati di Seconda Divisione durante i quali si mette in mostra, tanto da attirare le attenzioni della serie B, in particolare della Reggina, decisa a rinnovare il proprio organico e in particolare il pacchetto arretrato dopo gli scempi dell’anno post retrocessione.
Approda a Reggio Calabria con la formula della comproprietà e si conquista subito la fiducia di mister Atzori, che lo schiera come centrale di sinistra nella difesa a tre. L’inizio pare non promettere bene, infatti alla prima gara ufficiale, al “Granillo” in Coppa Italia contro l’Alessandria, viene espulso nel primo tempo per un duro fallo su un calciatore piemontese. Ma sarà una delle rare macchie in maglia amaranto. Il riscatto è immedato, all’esordio in serie B contro il Crotone, quando fa vedere ai tifosi di che pasta è fatto e addirittura sfiora la rete, centrando di testa una traversa.
Partita dopo partita il difensore mancino si impone come una colonna dell’undici di Atzori. Puntuale e pulito negli interventi, stupisce la sua lucidità, la forza nel gioco aereo unita ad una buona tecnica, come dimostrano le sue sicure uscite palla al piede.
Arriva anche la soddisfazione della prima marcatura, l’8 dicembre 2010 contro l’Albinoleffe, quando al 72′ trasforma direttamente
L’ottima prima parte di stagione accende l’interesse di squadre categoria superiore, le voci si rincorrono e, dopo aver provveduto a riscattare anche l’altra parte del suo cartellino dal Pavia, nel gennaio 2011 il presidente Foti lo cede al Genoa per 4,5 milioni di euro, ma rimarrà amaranto fino al termine del campionato.
Il suo rendimento è sempre costante, arriva un’altra marcatura, sempre in casa, il 12 marzo 2011 contro la Triestina, e sempre su punizione, al 28′, annullando il vantaggio alabardato opera di Marchi.
Dopo l’amaro play off contro il Novara, Acerbi, dopo 40 partite, più le due presenze nella post season, e due goal, lascia lo Stretto e si trasferisce al Genoa, che però decide di girarlo in compartecipazione al Chievo Verona nell’ambito dell’operazione che porta il francese Kevin Costant sotto la Lanterna.
Disputa quindi un’ottima seconda parte di stagione, che non passa inosservata ai grandi club. Dopo la conclusione del torneo, il Genoa riscatta la metà posseduta dal Chievo e la cede al Milan.
Per Acerbi arriva quindi il grande salto in soli due anni dalla Seconda Divisione passando per la B fino alla A e, per finire in una delle società più importanti in Italia, in Europa e nel mondo.