”Dopo venti anni di processo – ha affermato Ardizzone – finalmente si è fatta chiarezza su tanti episodi di illegalità che hanno dimostrato, purtroppo, la penetrazione della mafia anche nella provincia di Messina. Per questa ragione sono grato alle forze dell’ordine e ai magistrati che con il loro impegno incessante e quotidiano hanno consentito il sequestro e la confisca di tanti beni posseduti dai mafiosi”.
Graziella, 17enne di Saponara, lavorava in una lavanderia di Villafranca Tirrena. Trovò in una camicia il documento di un uomo, Gerlando Alberti junior, figlio di un boss, Gerlando Alberti senior, da qualche anno arrestato da Carlo Alberto Dalla Chiesa. Alberti si nascondeva dietro un’altra identità per evitare la cattura. La scoperta le costerà la vita perché il 12 dicembre 1985 verrà rapita e uccisa subito dopo a colpi di lupara. Il corpo fu ritrovato due giorni dopo l’omicidio e riconosciuto dal fratello. Solo nel 2004 Alberti e il suo guardaspalle, Giovanni Sutera, saranno condannati all’ergastolo per omicidio. A due anni di carcere, con l’accusa di favoreggiamento, saranno condannate anche la titolare della lavanderia, Franca Federico, e la cognata di quest’ultima, Agata Cannistrà.
