
Sono almeno 38 mila le persone che hanno perso il lavoro. Il tasso di occupazione per la popolazione tra i 15 e i 64 anni si attesta al 41,6 per cento, diminuendo così del 2,6 per cento rispetto all’anno scorso.In particolare, nel settore dell’industria e dell’edilizia l’occupazione ha subito un calo del 7,9 per cento. Il tasso di disoccupazione e’ dunque salito del 4,8 per cento e si attesta al 19,4%, il dato peggiore dal 2003.
Ecco altri dati: il numero di ore di cassa integrazione guadagni è cresciuto del 58,4% rispetto ai primi sei mesi del 2011. Per quanto riguarda le imprese solo 6 su dieci tra quelle con almeno 20 addetti prevedono di chiudere con un utile, mentre quasi il 23,1% di esse prevede una perdita.
Ancora, nel settore industriale crollano i fatturati e gli ordinativi, mentre crescono del 21,2 per cento le esportazioni legate al settore petrolifero. Quest’ultimo ricopre solo i tre quarti dell’interno export siciliano.
Il settore delle costruzioni registra un calo del 10% degli occupati e del 14 per cento di ore lavorate dichiarate alle casse edili. In crollo anche le compravendite immobiliari, con il 25,4 per cento e un calo dei prezzi del 4%. Il settore turistico è statico, non cresce: sono aumentati gli arrivi ma sono diminuite le presenze sia di italiani che di stranieri. In calo anche il traffico aeroportuale e passeggeri.
Nell’ambito del mercato del credito cala dell’1,2% la domanda di prestiti e cresce il volume dei prestiti per l’acquisto delle case, ma meno del 2011. E ancora scende il credito al consumo (del 3,3%), il credito erogato alle imprese (del 2,5%), il credito alle imprese di costruzioni (del 6,8%). La raccolta è cresciuta dell’1,2%, come anche i depositi delle famiglie (1,8%), mentre cala la raccolta presso le imprese (-3,9%).
“E’ evidente che l’andamento della Regione Sicilia non puo’ essere in controtendenza con la situazione nazionale – dichiara il direttore di Bankitalia Palermo, Giuseppe Arrica. “La situazione e’ particolarmente amplificata qui, considerate le caratteristiche di fondo dell’economia. Il peggioramento purtroppo – conclude – ha riguardato tutti i settori produttivi, una situazione analoga registrata anche dalle altre regioni del Mezzogiorno“.
