
“Guardando indietro convive un sentimento di nostalgia – dice, visibilmente emozionato Ingroia all’ADNKRONOS – perche’ lascio davvero un pezzo della mia vita in questo ufficio dove sono stato per vent’anni consecutuvi”. “Qui ho istruito le indagini piu’ importanti della mia carriera, da Bruno Contrada a Marcello Dell’Utri, da Mauro Rostagno all’omicidio Salvo – spiega il procuratore – fino all’inchiesta sulla trattativa tra Stato mafia che adesso porteranno avanti i miei colleghi. Sono cresciuto nell’esperienza professionale, invecchiando inesorabilmente, come dimostra la mia barba bianca”. “Non conosco le mezze misure – sorride Ingroia – ho vissuto i miei primi 53 anni in Sicilia, senza mai lasciare per lavoro quest’isola. L’unico mio trasferimento e’ stato Marsala (Trapani) che dista a meno di cento km da Palermo. Adesso cambio persino continente. Ma non provo solo nostalgia. Ritengo che il ‘saldo’ della mia esperienza sia in attivo. L’esito dei miei processi e’ stato quasi sempre la condanna degli imputati, fatta eccezione l’ingiusta assoluzione di Toto’ Riina nel processo per l’omicido di Mauro De Mauro“.
