Il malato in questione è Salvatore Usala, che dalla sua Monserrato, nei pressi di Cagliari, ha dichiarato qualche giorno fa lo sciopero della fame. Agli affetti da SLA è stata infatti tagliata, nell’ambito della “spending review“, l’assistenza sanitaria domiciliare. Questa malattia degenerativa però rende chi ne è colpito bisognoso di cure 24 ore su 24. Il clamoroso taglio getta quindi nel panico i malati e le famiglie, perché un’assistenza domiciliare privata è costosissima, e ovviamente molti non se la possono permettere.
In data 31 ottobre la Fornero e il ministro alla Salute Balduzzi si sono recati a casa di Salvatore Usala, per esprimergli “solidarietà” e per garantire “attenzione sulla vicenda“. In sostanza però sono state dichiarazioni fumose, che non hanno fornito, né a Usala né agli altri nelle sue condizioni, garanzie sul ripristino dell’assistenza. Usala ha infatti affermato che darà al Governo altri 20 giorni di tempo, poi ricomincerà lo sciopero della fame. E c’è da scommettere che altri malati come lui lo seguiranno in questa giusta protesta.
La presunta frase della Fornero va invece presa con le pinze. E’ vero che è stata riportata dal giornalista e dal quotidiano Unione Sarda, ma non ci sono state conferme o smentite dal ministro o dal suo entourage. Insomma se per il “choosy” c’era tanto di filmato, stavolta non ci sono “prove” materiali della gaffe. Certo è che se fosse confermata la frase, stavolta la gravità dello scivolone del ministro sarebbe ben superiore.
