L’aeroporto “Vincenzo Magliocco” di Comiso ha una storia che risale agli anni ’30, quando venne costruita una pista militare, poi distrutta dagli alleati nel 1943. Riprese la sua funzionalità negli anni ’60, per poi essere trasformato in una base della NATO (con presenza di missili Cruise a testata nucleare) dal 1981 al 1991. Nel 2002 l’aeroporto di Comiso conobbe nuova linfa, grazie a un accordo tra il Comune della cittadina, l’Enav e la Regione Siciliana. Con un finanziamento di 47,5 milioni di euro, tra il 2004 e il 2007 il “Magliocco” venne totalmente ristrutturato, fino a creare il moderno scalo di oggi. Purtroppo la mancanza di fondi per i controllori e altri intoppi burocratici ne hanno frenato l’inaugurazione. Entro marzo 2013 però finalmente l’aeroporto dovrebbe essere operativo.
Ricordiamo inoltre la querelle intorno al nome. Nel 2007, quando vennero ultimati i lavori, lo scalo venne chiamato “Pio La Torre“, in omaggio al sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982. Successivamente però ritornò al vecchio nome con il quale era stato battezzato negli anni ’30, in onore dell’aviatore italiano Vincenzo Magliocco, caduto nella guerra d’Etiopia del 1936.
