Quasi vent’anni di carriera da giocatore sui parquet italiani ed europei per il Poz, che è alla sua prima esperienza su una panchina. Inizia ad Udine, poi Livorno, otto anni a Varese, quindi la Fortitudo Bologna. Alla ricerca di nuovi stimoli fa una breve apparizione a Saragoza, in Spagna, quindi si accasa nel 2005 al Chimki, formazione russa. Ma vuole chiudere la carriera in Italia, e lo fa proprio a Capo D’Orlando, con una parentesi a Trieste. E’ un finale d’oro per il Poz, che arriva al traguardo dei play-off scudetto. Poi il ritiro a 38 anni, dopo i quali si diverte, come tanti altri ex-sportivi, a fare il commentatore TV per Sky, SportItalia e LA7. Ma il basket è il suo mondo, ed era inevitabile un ritorno, in un modo o nell’altro.
Pozzecco sarà coadiuvato da Furio Steffé e da David Sussi, e trova una squadra che ha iniziato con grande entusiasmo la preparazione, ma si è scontrata con un campionato forse più impegnativo di quel che sembrava. Starà a lui e al suo staff capire se si può raddrizzare una stagione che comunque non è ancora compromessa. Mancano infatti altre 22 partite, e tutto può accadere. Grazie a lui, all’entusiasmo del pubblico, che senz’altro al PalaFantozzi non manca mai, e magari a qualche innesto di qualità, l’Orlandina ha davanti un campionato ancora tutto da scrivere.
