Un contributo, questo sciopero della fame, per “una svolta epocale di cui la nostra terra ha estremo bisogno. Sarò pertanto tutta la settimana ai Decollati, fra chiesa, canonica e sagrato, per accogliere adesioni e animare eventuali fermenti per un inizio di rinnovamento della società, della cultura e della politica nella nostra Terra, dalla quale tanti giovani e tanti geni e ingegni si allontanano con tristezza per sopravvivere“. Una scelta, spiega ancora padre Ribaudo, “dettata dall’amore immenso che ho per questa terra e per la mia gente che, prigioniera dei suoi dominatori, non riesce a prendere il volo e a diventare, secondo la sua vocazione, epicentro della nuova Italia e della nuova Europa“. Ieri si è svolta una veglia di preghiera in parrocchia e stasera, alle 21, è prevista una fiaccolata da piazza Indipendenza, davanti alla presidenza della Regione, a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento siciliano.
Palermo, parroco fa sciopero della fame: “elettori sappiano scegliere”
