
Nella sua omelia, il cardinale Paolo Romeo, include anche un pensiero per l’assassino: “Preghiamo anche per Samuele, perche’ imbocchi la via del pentimento”. “Carissimi giovani – afferma ancora Romeo – tenete bene aperti gli occhi“.
“La relazione con l’altro e’ qualcosa di serio e di sacro – dice il cardinale. “Perche’ ciascun uomo e’ sacro. Cristo ha dato la vita per ciascuno di noi, infinitamente prezioso agli occhi di Dio. La relazione con l’altro e’ l’incontro tra due liberta’, tra due dignita’, tra due volonta’. Per questo l’altro puo’ anche deludermi. E’ un suo diritto. E per questo io non posso disporne a mio piacimento. E’ un mio dovere. Quando dell’altro mi interessano pezzi, aspetti, qualita’… Quando penso che l’altro debba essere esattamente come dico io, a mio uso e consumo… Quando penso di gestire la sua vita, ma soprattutto quando lo penso esclusivamente per me, ossia quando confondo l’amore con il possesso… Allora, ogni volta che l’altro si dimostra come e’ realmente, cioe’ diverso da me, corro il rischio di rimanere deluso, di percepire la sua diversita’ e la sua liberta’ come un rifiuto“. Il cardinale Romeo esorta i giovani a fare attenzione: “C’e’ il rischio di pretendere che l’altro continui ad essere mio possesso, e cosi’ le vie piu’ semplici ed immediate, compresi risentimento e violenza, possono essere le piu’ battute per far valere le mie ragioni”. ”Cari giovani – aggiunge -, non lasciatevi ingannare da un modo di entrare in relazione che non rispetta l’incontro fra due persone, l’incontro fra due liberta’. Non posso cadere nella superficialita’ di universi virtuali in cui di me faccio vedere solo cio’ che mi conviene e pretendo dall’altro solo cio’ che ”mi piace”. Abbiate reale conoscenza di voi stessi e degli altri, di cio’ che si e’, anche nella sconfitta e nel fallimento, senza rifugiarvi in percorsi immaginari o stereotipi diffusi. Tutto questo banalizza, svende, distrugge la persona e la bellezza dell’incontro autentico“.
Come si può ben immaginare, strazianti sono state le parole dei genitori di Carmela, lette in chiesa da un cugino dei coniugi: ”Com’era Carmelina? Era precisa, ordinata, studiosa, il suo sogno era diventare pediatra per aiutare tutti. Ringrazio tutti, parenti, amici, compagni di scuola, professori’‘, scrive mamma Giusi. ”Ringrazio il personale dell’ospedale. Pregate per Lucia e Antonino – chiede la signora Petrucci – che hanno bisogno di tanto affetto per superare questo momento”. ”Carmela era una persona meravigliosa – dice Antonino, il fratello di Lucia e Carmela – Un angelo e me l’hanno portata via. Chiedo di pregare per Lucia perche’ meta’ di lei e’ andata via. Dico a tutti di stare vicini ai propri genitori perche’ non c’e’ niente di piu’ importante della famiglia”. Toccante il messaggio del padre, Serafino: “Che nessun padre debba piu’ piangere la morte della figlia uccisa da una mano vile. Chiediamo che la violenza sulle donne sia punita e repressa senza sconti di pene”. ”L’immenso dolore che ci ha colpiti non trovera’ mai fine, questo dolore segnera’ tutta la nostra vita. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini’‘, ha concluso il signor Petrucci.
Dopo la cerimonia funebre il feretro di Carmela è stato accompagnato fino al Liceo Umberto I per un ultimo saluto da parte dei compagni e dei docenti. Il suono della campanella ha sancito l’addio a una ragazza piena di vita e molto benvoluta nella sua scuola.
Proseguono intanto le indagini sull’omicidio. Ora è al vaglio degli inquirenti la posizione di tre persone, amiche di Samuele Caruso, che potrebbero essere considerate complici della fuga dell’assassino. I tre avrebbero aiutato Caruso a cambiarsi la maglietta sporca di sangue e a medicare la mano che il ragazzo si era ferito durante la colluttazione con le due sorelle Petrucci. Al momento i tre non sono ancora iscritti nel registro degli indagati.
Nell’ordinanza emessa ieri dal gip Maria Pino, nei confronti di Caruso, si legge: “e’ pericoloso e lucido”, si teme quindi che possa ancora uccidere. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, Caruso si sarebbe appostato sotto casa Petrucci e avrebbe atteso l’arrivo da scuola delle due ragazze. La prima ad essere stata colpita sarebbe Carmela, sgozzata con due tagli alla gola. Poi Lucia, viva per miracolo, dopo le venti coltellate inferte sul suo corpo. Il gip ha riconosciuto per l’assassino l’aggravante della premeditazione.