
Cattafi ha avuto contatti comprovati con diverse famiglie mafiose messinesi, catanesi e palermitane, e provata è anche la sua conoscenza col boss Nitto Santapaola, organizzatore insieme a Riina della strage di via D’Amelio. Oltre ad essere coinvolto in traffici di diverso tipo e a riciclaggio di denaro sporco, Cattafi aveva tentato una maxi-speculazione edilizia che avrebbe portato alla costruzione, a Barcellona Pozzo di Gotto, di un gigantesco centro commerciale.
I contatti di Cattafi non si limitavano solo all’ambiente mafioso, ma anche a quello politico. Uno dei suoi uomini di fiducia era infatti l’ex assessore del Comune di Milazzo Santo Napoli. Proprio tramite Napoli, nel 2000 Cattafi provò ad influire su un rapporto che il Commissario di Polizia di Barcellona, il dottor Sirna, doveva inviare alla Procura della Repubblica. Napoli avvicino un consigliere comunale conoscente di Sirna, Nino La Rosa, chiedendogli se poteva “ammorbidire” la relazione del commissario. L’operazione non andò a buon fine, perché La Rosa non soddisfò mai le richieste di Santo Napoli.
Contatti tra Napoli e Cattafi sono state registrati fino a pochi mesi fa. I due si incontravano apparentemente per caso, in esercizi commerciale o vie centrali di Milazzo, dove si fermavano a conversare per pochi minuti, cercando di non dare nell’occhio. Evidentemente sospettavano, come in effetti era, di essere sorvegliati. Santo Napoli era quindi l’anello di congiunzione, probabilmente non il solo, tra le attività criminali gestite dal Cattafi e il mondo politico milazzese e barcellonese.
