
Le indagini sono andate avanti per diversi mesi, durante i quali i poliziotti hanno portato a termine numerose perquisizioni, sottraendo alla banda un’ingente quantità di preziosi trafugati nel corso delle svariate rapine. Gli arrestati dovranno rispondere, a vario titolo, ed in concorso tra loro, dei delitti di furto aggravato, di armi e munizionamenti, ricettazione e danneggiamenti, incendi, atti intimidatori e violenze. Questa complessa operazione è nata alla fine del 2011, quando, a seguito di un incendio nei pressi di un edicola di Cefalù, si verifircò una rapina violenta ai danni della titolare di un esercizio di vendita di prodotti ortofrutticoli, la quale fu trovata in fin di vita all’interno della sua abitazione.
Al centro della banda sgominata ci sono il titolare di un esercizio di ricambi per moto di Castelbuono e due suoi soci. Gli arresti sono avvenuti nei comuni di Castelbuono, Altavilla Milicia, Bompietro ed in quello di Randazzo, in provincia di Catania, in quest’ultimo centro con la collaborazione del personale del Commissariato di Adrano. Per agire, il gruppo criminale si avvaleva di informazioni fornite proprio dalla compagna del titolare della ditta di ricambi. La donna, un’estetista socievole, con il suo lavoro porta a porta riusciva a carpire notizie importanti per ricostruire le abitudini delle famiglie che poi venivano rapinate, e in tal modo fungeva da “apripista” ai componenti della banda, che potevano entrare in azione al momento opportuno. I malviventi non si creavano scrupoli: tra le loro vittime anche alcuni parenti.
Palermo, in manette una banda di ladri che per mesi ha terrorizzato la zona delle Madonie
