
Presenti i segretari generali di Cgil Cisl e Uil Mariella Maggio, Maurizio Bernava e Claudio Barone, e il vice presidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro. “La politica di gestione dei rifiuti in Sicilia – dicono – continua a non funzionare e si rischia una nuova emergenza rifiuti in tutta l’Isola“. La legge regionale prevede che i 27 Ato cesseranno di esistere dal 31 dicembre prossimo, e a tale mancanza subentreranno dieci nuove societa’ Srr (Societa’ di Regolamentazione del servizio di Raccolta), una per ogni provincia piu’ una per le isole minori e otto ambiti sub territoriali. Fino ad ora gli Ato hanno accumulato debiti per 900 milioni di euro. Sindacati e Industriali ribadiscono il fatto che la non applicazione della riforma “non garantisce la solidita’ economica delle imprese, mette in serio pericolo il pagamento degli stipendi e il mantenimento dei livelli occupazionali anche perche’ i crediti vantati dalle aziende nei confronti della Regione, come detto, sono quasi un miliardo di euro e senza soldi si chiude“. “Chiediamo – concludono sindacati e Confindustria – i correttivi per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese, il mantenimento dei livelli occupazionali e l’individuazione del personale che dovra’ transitare nelle Srr, tra quelli in servizio nelle societa’ o consorzi d’ambito“.
Sicilia, rifiuti. Stamane centinaia di manifestanti davanti la sede dell’Ars per chiedere una svolta
