
Tramite il suo avvocato, Baldassare Lauria, Palazzolo ha fatto sapere di non opporsi a un’estradizione in Italia. Pone però la condizione che venga rifatto il processo ai suoi danni, celebrato “in violazione dei diritti della difesa”, afferma l’avvocato. Non è ancora chiaro se Palazzolo collaborerà con le autorità italiane da subito, ma lo stesso Lauria ha ribadito che il suo assistito “potrebbe chiarire molti misteri del Paese”.
Intanto il procuratore aggiunto e il sostituto procuratore di Palermo, Antonio Ingroia e Gaetano Paci, si sono recati in Thailandia per un incontro con le autorità locali. Cercheranno di far valere la documentazione ai danni di Palazzolo, per chiederne l’estradizione. Tra le carte, anche una dichiarazione del pentito Giovanni Brusca – l’autore materiale della strage di Capaci – dove si afferma che Palazzolo fu fornitore di esplosivo Semtex. Questo sarebbe stato utilizzato per gli attentati al Rapido 904 e per la strage di via D’Amelio, e la provenienza sarebbe stata proprio la Thailandia.
Palazzolo ha vissuto in Sudafrica per diversi anni, dove era riuscito a mettere su un piccolo impero economico, col nome di Robert Von Palace Kolbatschenko. In questo paese è talmente conosciuto che i quotidiani stanno seguendo la vicenda, e lo stesso Paese africano si è espresso più volte contro la richiesta di estradizione, considerando Palazzolo una sorta di perseguitato da parte della giustizia italiana.