
“Non si puo’ continuare a sprecare opportunita’ in mille rivoli inutili o clientelari – prosegue -: bisogna puntare sul vero motore dell’economia siciliana, le piccole e medie imprese e le imprese artigiane. Bisogna investire sulla dotazione infrastrutturale al servizio delle imprese, sulla ricerca e sull’innovazione, sul sostegno alle attivita’ con il credito ed i regimi di aiuto. Dalla riunione – aggiunge Filippello – emerge che i principali motivi della incapacita’ della Sicilia di programmare e spendere sono la pesantezza delle procedure burocratiche, il Patto di stabilita’ e il continuo cambiamento dei funzionari regionali“. “A questi elementi – prosegue il segretario regionale della Cna – aggiungo la sistematica approvazione del bilancio ad aprile, che ci costringe di fatto a lavorare per meta’ anno ‘in dodicesimi’. Insomma – conclude Filippello – se vogliamo salvare il salvabile dobbiamo dar vita ad una riprogrammazione dei fondi seria, attenta e che si basi sulla realta’ e non sui soliti carteggi”.
Sicilia, penultima regione italiana nell’impiego dei fondi comunitari. L’intervento di Filippello
