La bomba, confezionata con bombole di gas GPL e fatta esplodere probabilmente con un telecomando a distanza, sarebbe stata piazzata per vendetta. L’obiettivo in un primo momento è sembrato il preside della scuola Morvillo-Falcone, Angelo Rampino, che però ha subito smentito di avere tra i suoi nemici “titolari di pompe di benzina come lui“. In realtà sembra che l’uomo nutrisse un profondo risentimento verso le istituzioni, in quanto vittima di una truffa da 300mila euro. La somma, nonostante le vie legali, non gli è stata mai restituita. L’obiettivo sarebbe stato quindi il Tribunale di Brindisi, ma probabilmente perché troppo sorvegliato, Vantaggiato avrebbe ripiegato sull’istituto.
Attentato Brindisi: 68enne leccese confessa
