
L’architetto era stato chiamato in causa dal collaboratore di giustizia Maurizio Spataro. Il suo nome era tuttavia gia’ comparso in un’intercettazione dell’indagine “Perseo” dei carabinieri. Nella conversazione, il boss di Bagheria, Pino Scaduto, chiedeva ai suoi interlocutori Giovanni Adelfio, Antonino Spera e Sandro Capizzi: “A Tommaso Natale chi c’e’“?, intendendo chi ha preso il comando. Avevano cosi’ pronunciato il nome di Liga. In un’intervista concessa a un settimanale pochi giorni prima dell’arresto, Liga aveva tratteggiato il suo profilo imprenditoriale: “Ho lavorato in alcuni appalti pubblici per conto della Sip nel ’93-’94. Ho progettato due centrali ad Agrigento. Poi ho fatto lavori di ristrutturazione degli impianti tecnologici, elettrici e di condizionamento in 40 centrali in tutta la Sicilia“. L’architetto aveva da tempo un ruolo nel clan Lo Piccolo, ma la sua posizione era divenuta di importanza crescente estendendosi al controllo del ‘pizzo’ e delle attivita’ economiche della cosca. Era indicato nei pizzini trovati nel covo del boss Lo Piccolo col numero 013. Iscritto dal 1978 nell’albo degli architetti, e’ un professionista molto conosciuto a Palermo anche per la sua passione per la politica e i suoi frequenti rapporti istituzionali. Per otto anni, dal 1989 al 1997, e’ stato infatti il segretario nazionale del Mcl, il Movimento Cristiano Lavoratori. Liga ricopriva la carica di reggente regionale del Mcl fino all’11 marzo scorso, quando l’esecutivo nazionale del Movimento lo ha sospeso da tutti gli incarichi, in seguito alle notizie del suo coinvolgimento in alcune inchieste antimafia.
L’architetto, in un’intervista rilasciata anni fa al magazine siciliano ”S”, ha sostenuto di avere rapporti con numerosi esponenti politici e rappresentanti istituzionali: dal presidente della Regione Raffaele Lombardo a Sergio Mattarella fino all’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Lombardo e’ salito anche sul banco dei testimoni nel processo.Nell’indagine, in effetti, sono emersi contatti di Liga con vari esponenti politici, contatti che il procuratore aggiunto Antonio Ingroia due anni fa aveva spiegato cosi’: “Liga era reggente regionale del Movimento cristiano lavoratori e in questa veste aveva incontri anche con uomini politici, tra i quali il presidente della Regione“. “Contatti solo di natura politica“, ha piu’ volte assicurato Raffaele Lombardo. A certificare ul ruolo di Liga anche le dichiarazioni dei pentiti, come quelle di Manuel Pasta, che ha raccontato come Andrea Quatrosi, indicato come il nuovo capo del mandamento mafioso di Resuttana, fosse stato affiliato a Cosa nostra dall’architetto. Il professionista-boss, a capo della “Eu.te.co (Euro tecnica costruzioni), e’ stato coinvolto anche in un’indagine per il traffico di rifiuti e la realizzazione e gestione di una discarica non autorizzata con l’aggravante di avere favorito la mafia. A dimostrazione ulteriore di come Cosa nostra Spa diversifichi i suoi affari e affondi le sue mani anche nei rifiuti.
Palermo, mafia: condannato a 20 anni architetto vicino al clan Lo Piccolo
