Palermo, confermato l’arresto per tentata estorsione aggravata ai danni di un socio della catena “Fratelli La Bufala”

La Cassazione ha confermato la custodia cautelare nei confronti di Serafino Dolce, l’uomo accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver chiesto il pizzo all’imprenditore palermitano Carlo Russo, socio del marchio delle pizzerie ‘Fratelli La Bufala’ . Russo ha aperto a Palermo ben 4 locali della stessa catena. Ed era stato proprio lui , come ricorda la Suprema Corte nella sentenza 17532 depositata oggi – a denunciarlo, insieme ad altri imprenditori del capoluogo siciliano che si sono ribellati al balzello di Cosa Nostra che pretendeva soldi prima solo a Pasqua e Natale, e poi con cadenza mensile. Serafino Dolce era il fornitore di frutta delle pizzerie ‘Fratelli La Bufala’ a Palermo e di lui i clan si sono serviti come ”emissario”, insieme ad altri, con il messaggio di non contrastare i ”disegni ineluttabili”. A Russo, il 25 settembre 2010, era stata lanciata una grossa pietra sulla vetrata di una delle pizzerie come risposta al suo rifiuto. Dolce aveva sostenuto in Cassazione di non avere nulla a che fare con i clan e che non c’erano a suo carico ”elementi obiettivi da cui inferire la metodologia mafiosa e la volonta’ di favorire l’operativita’ di un sodalizio di stampo mafioso”. I supremi giudici, invece, hanno ritenuto ”esente da vizi logici e giuridici” la decisione con la quale il Tribunale della liberta’ di Palermo, lo scorso otto agosto, ha convalidato il carcere per Dolce. Il grossista di frutta era stato arrestato per racket nel luglio 2011, nell’operazione ‘Hybris’ dei carabinieri, insieme ad altre 38 persone che taglieggiavano appalti e esercizi commerciali nel capoluogo siciliano.