Leader CGIL Camusso a Corleone: parole su mafia e Fiat

Presente ai funerali di Stati di Placido Rizzotto, sindacalista ucciso nel 1948 dalla mafia a Corleone, il leader della CGIL, Susanna Camusso, ha parlato di criminalità e di Fiat. Sul primo argomento afferma: “Allora come adesso, la Sicilia ha pagato il prezzo della reazione delle strutture parallele allo Stato dell’oppressione mafiosa. In quel caso ci fu la variante dell’occultamento del corpo, una volontà di annullamento, ma la reazione è stata forte. Fu la mafia ad avere paura. Rizzotto capì che si sconfigge la criminalità colpendo al cuore la sua economia, garantendo la difesa dei diritti e del lavoro che è la radice profonda della democrazia“. La Camusso ha quindi chiesto che si riapra il processo per il sindacalista ucciso, un caso mai del tutto chiarito.

Inevitabile anche una battuta sulla Fiat: “Posso dire che non abbiamo apprezzato il governo precedente e non apprezziamo questo governo per la scelta di non discutere con la Fiat che ha un modello organizzativo di arretramento e la cui volontà è di andarsene via dall’Italia“. La segretaria generale sarà promette comunque di vigilare sull’incontro del 4 giugno a Roma, dove interverranno il ministero dello Sviluppo economico, la Regione SicilianaInvitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, e nel quale si deciderà del futuro dello stabilimento di Termini Imerese.