Ma stavolta c’è di più. Gli appartenenti al “Comitato dei Lavoratori Servirail di Messina”, aderenti a Cgil, Uil e Orsa, sembra la maggioranza dei lavoratori licenziati, avrebbero boicottato la protesta di oggi. Denunciano infatti, nel comunicato pubblicato oggi, che nella nota inviata dal Ministero a Trenitalia, che parla della possibilità di ripristino del treno, non c’è traccia del personale ex-Servirail. C’è quindi una spaccatura anche tra i sindacati che appoggiano la protesta, e di conseguenza tra i lavoratori.
Gli appartenenti al Comitato affermano che non basterebbero alcuni treni per riassorbire tutti i lavoratori, e comunque ci sarebbe il rischio di ritrovarsi nuovamente licenziati tra qualche mese. Quello che chiedono e che sperano, come si legge nel comunicato, è che il Tribunale di Messina li riconosca come veri e propri lavoratori di Trenitalia, che sarebbe obbligata quindi a riassumerli e a non considerarli come dipendenti di una società d’appalto. Questo li lascia infatti, ad oggi, senza possibilità di cassa integrazione, e col sussidio di disoccupazione che terminerà ad agosto. Entrambe le fazioni sindacali promettono, in ogni caso, che tenteranno qualunque strada per riottenere i posti di lavoro persi.
