Bomba Brindisi, diverse piazze italiane sono gremite di gente. La protesta si scaglia anche contro i politici

Rabbia, costernazione, senso di impotenza, sono solo alcune delle sensazioni che attraversano il cuore degli italiani, colpiti nel punto più debole: i giovani. I giovani e il loro futuro. Incalzano le polemiche e le ipotesi in queste ore che seguono al tragico attentato che stamane ha gettato Brindisi nella disperazione e nello sgomento. Crescono anche le manifestazioni di piazza. In tanti accorrono per esternare la propria solidarietà, ma anche l’indignazione e l’inevitabile dubbio che, forse, attanaglia tutti noi: dov’era questo pericolo? Dove si celava e come potevamo prevederlo e magari evitarlo. E mentre si tenta di ricostruire i fatti, in molti si riaccende lo sdegno verso la mafia: “Buon viaggio piccolo angelo. Ciao Melissa. Contro ogni mafia. Vola piu’ che puoi, bella“. Sono le parole scritte su uno striscione, portato da due 16enni studentesse del liceo scientifico di Alatri, come ultimo saluto alla ragazza di 16 anni morta oggi nell’attentato a Brindisi. C’e’ anche uno striscione grande con scritto ‘Vigliacchi. Non abbiamo paura da sud‘: un lungo applauso della piazza del Pantheon a Roma ha dato inizio al sit-in promosso dagli studenti Udu. La piazza e’ piena.
E ancora a Palermo la solidarietà viene manifestata ai piedi dell’albero Falcone, laddove i genitori accompagnano i proprio figli per portare un biglietto, un saluto, un semplice fiore. Ci sono anche i volontari delle associazioni Libera, Addiopizzo, scout, Arci, Legambiente. Bambini e adulti, l’età non conta, sono uniti nel cordoglio alla scuola “Morvillo – Falcone” di Brindisi. All’albero Falcone sono giunti anche i candidati a sindaco di Palermo, Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando. Nessuno di loro ha rilasciato dichiarazioni, “in segno di rispetto“. Sono quasi diecimila questi cittadini siciliani che, tramite Facebook o Twitter si sono dati appuntamento all’albero Falcone.
A Brindisi, protagonista del tragico attentato, la piazza della Vittoria è gremita di gente e sotto il palco, sul quale si terrà un comizio, si sono levate alcune voci di protesta che contestavano la presenza di esponenti politici, accompagnate da applausi. Nella piazza numerosi sono i gonfaloni delle citta’ della provincia di Brindisi, alcune bandiere delle organizzazioni sindacali e striscioni che stigmatizzano la violenza nei confronti degli studenti. Sono presenti anche il sindaco della città, Domenico Consales, e rappresentanti della regione Puglia, sindaci, autorità religiose e si attende l’arrivo della segretaria della Cgil, Susanna Camusso e di Luigi Angeletti, segretario della Uil. E Oronzo Cosi, il segretario della Uil Polizia ribadisce che il sindacato sarà presente nelle piazze per affiancare i cittadini, nel segno della solidarietà.  ”Provoca in noi sdegno e sgomento l’attentato di Brindisi, che voleva essere una strage e colpire al cuore la società italiana puntando per la prima volta contro una scuola dove si educa alla legalità” dichiara Cosi, che definisce l’attacco  ”di una viltà unica ed assoluta”.  ”Condividiamo pienamente le parole del Capo della Polizia, – prosegue Cosi, in una nota – che evidenzia le molteplici ombre che si proiettano su tutte le ipotesi investigative, visto che mai nessuno in Italia, nemmeno Cosa Nostra o le Br, finora si era spinto ad uccidere in questo modo. Una ragione in più per alzare il livello di guardia’‘. ”Questo pomeriggio, anche la Uil Polizia sara’ in piazza a Brindisi e nelle altre città dove si manifestera’ per testimoniare solidarieta’ alle famiglie delle vittime ed unire la nostra voce a quella dei tantissimi che grideranno – a chi ha eseguito e concepito questa azione ignobile – che i cittadini, la scuola, il sindacato, le forze dell’ordine, le istituzioni e l’intero Paese continueranno a praticare la cultura della legalita’ e non cederanno a nessuna minaccia”, conclude Cosi.
Intanto il viaggio della carovana antimafia, previsto oggi a Brindisi, continuerà. Ad annunciarlo è il  coordinatore, Alessandro Cobianchi, e il presidente nazionale dell’Arci, Paolo Beni.Ne’ questo terribile attentato, ne’ altre intimidazioni – hanno spiegato – potranno fermare l’impegno dell’Arci e di tutte le cittadine e i cittadini che si battono per un Paese finalmente liberato dalla criminalita’ organizzata”. Cobianchi e Beni hanno espresso ”solidarieta’ e vicinanza” alle persone coinvolte nell’attentato, per il loro ”immenso dolore”. La decisione di portare avanti l’attivita’ della Carovana antimafie e’ stata presa ”nonostante gia’ nelle precedenti tappe in territorio pugliese avessero ricevuto preoccupanti intimidazioni. Resta tra gli altri confermato anche l’evento che si terra’ in un terreno confiscato in un quartiere ad alta densita’ mafiosa. Non puo’ non colpire il salto di qualita’ militare delle mafie pugliesi che quest’atto atroce segna. L’orario di esplosione delle bombe (che coincide con quello di ingresso a scuola) era programmato per la strage. L’Istituto e’ inoltre vicino alla sede del tribunale e della Cgil, partner della carovana”.