Bere acqua dal rubinetto? Siciliani e calabresi non si fidano

L’acqua è un bene prezioso, ma è risaputo che in Italia se ne spreca tanta, per mancanza di cultura e per malfunzionamento delle reti idriche. Da una ricerca diffusa dall’Istat, in media una famiglia italiana su dieci si dice insoddisfatta dei servizi idrici. Ma questa percentuale aumenta, e di parecchio, scendendo al Sud. In particolare in Sicilia e Calabria gli insoddisfatti sono rispettivamente il 27% e il 32%.

È il 32% è anche la percentuale d’acqua che le nostre reti idriche disperdono ogni giorno. Una quantità che equivale a ben 120 litri a testa. Le dispersioni maggiori, ancora una volta, al Sud. In Puglia e Sardegna infatti si supera il 40% di spreco. Non stupisce quindi che gran parte delle famiglie italiane acquisti l’acqua minerale. Le reti, obsolete e senza manutenzione, subiscono infiltrazioni di ogni genere. E ciò, ovviamente, si verifica con maggior frequenza nelle regioni meridionali. Se in Calabria circa la metà delle famiglie non si fida a bere l’acqua del rubinetto, in Sicilia questa percentuale supera il 60%.

Incredibile la notizia di quale settimana fa, quando si scoprì che addirittura il serbatoio del Policlinico universitario di Messina era inquinato da un batterio della ruggine, e lo stesso direttore sanitario invitò a non berla e non utilizzarla per lavare i pazienti.