
Grasso aggiunge che se nessuno ha dato indicazioni potrebbe essere un fatto positivo, e ricorda a tal proposito quando fu sequestrato un pizzino “nel corso delle indagini quando ero procuratore a Palermo. Allora c’era qualcuno che chiedeva a Provenzano di dare indicazioni per chi dovesse votare. Purtroppo, pero’, non abbiamo trovato il pizzino di risposta”.
Secondo il senatore Salvo Fleres, garante dei diritti dei detenuti, questo silenzio da parte dei detenuti andrebbe interpretato come una protesta: ”Sventolare fantasmi per motivare il non voto dei detenuti palermitani serve solo ad alimentare la sfiducia nello Stato. La verita’ e’ che le condizioni di vita penitenziaria sono assolutamente intollerabili, l’attenzione verso i problemi della dignita’ umana nelle carceri e’ quasi del tutto nulla e, per ultimo, il tentativo di eliminare il garante dei diritti dei detenuti in Sicilia ha creato un clima di sospetto nei confronti delle istituzioni”. ”Interpreto il segnale del non voto – aggiunge – come una silenziosa protesta del mondo penitenziario nei confronti della politica che, in questo delicatissimo settore, non riesce ad andare al di la’ delle chiacchiere. Presentero’ al Senato una serie di proposte emendative alla legge comunitaria riguardanti il miglioramento della giustizia e delle carceri. Su questi temi, al di la’ delle parole, vedremo chi vuole garantire il rispetto dei diritti umani e chi vuole lasciare l’istituzione carceraria del Paese in condizioni di illegalità”.
Forti le critiche del leader dei radicali Marco Pannella: “Mi pare che all’Ucciardone sia stato di fatto impedito a tutti i detenuti di votare e io lo denuncio sin d’ora ufficialmente alla Commissione parlamentare antimafia e alla Procura di Palermo, se riterra’ di poterla ricevere, nelle condizioni ingroiane nelle quali si trova. E’ indubbio che questa sarebbe la prova – vi sono stati altri indizi – di qualcosa che io ho gia’ colto in questa campagna elettorale: la manifestazione che si e’ ricostituita ufficialmente l’unita’ tra la mafiosita’ criminale ordinaria e la mafiosita’ criminale partitocratica del potere romano o palermitano“. “Non so se di fatto non abbia votato nessuno, o se siano stati messi in condizione di non votare -ha aggiunto Pannella- chiedo di verificarlo. Ho sentito Leoluca Orlando Cascio dirci che persino le suore di clausura erano state mobilitate e votavano per lui. Beh, qualcun altro si e’ mobilitato invece perche’ i detenuti e il personale dell’Ucciardone, non votando presumibilmente per lui, non potesse votare. Una cosa e’ pacifica: i detenuti sapevano a Palermo che vi era un candidato – Ferrandelli – che e’ anche iscritto al Partito Radicale ma che io stesso ho indicato come il voto che personalmente consigliavo, sostenevo, appoggiavo. Questo, come sappiamo, la voce del carcere, l’aveva fatto sapere. A meno che Ingroia non scopra che anche questa e’ stata una manovra per screditare la purezza forcaiola dei suoi dintorni“, ha concluso Pannella.
Amministrative Sicilia, il voto nelle carceri: su cinquemila detenuti solo cinque votanti. I commenti
