
Un istituto di dialisi e’ rimasto imprigionato dalla spazzatura, cosi’ come una famiglia in via Li Bassi dove e’ intervenuto un mezzo meccanico per liberare l’entrata della casa. Nei mercati storici ci sono montagna di rifiuti alte fino a quattro metri. A Ballaro’ residenti e commercianti hanno dato fuoco ai rifiuti, bruciando anche televisori ed elettrodomestici. Stesse scene al Capo e nel mercato della Vucciria, dove alcuni vicoli non sono piu’ accessibili perche’ invasi dall’immondizia. A Bonagia, estrema periferia, i sacchetti dell’immondizia vengono lasciato lungo il marciapiede, formando un serpentone di cumuli. Montagne d’immondizia si trovano davanti le scuole, gli ospedali e gli uffici pubblici. In molte zone della citta’ c’e’ un odore nauseabondo. A capo dell’Amia ci sono tre commissari, nominati dall’ex governo Berlusconi. La societa’ e’ in rosso, i debiti ormai superano il patrimonio. La voragine nei bilanci si e’ allargata con la gestione di Enzo Galioto, ex amministratore, oggi senatore dell’Udc (all’epoca coordinatore di Fi, il partito dell’ex sindaco Diego Cammarata). Con la raccolta differenziata praticamente ferma, Galioto e il suo management avevano aperto a Dubai una sede distaccata, prendendo in affitto i locali di un lussuoso hotel, ufficialmente per esportare il ”modello Palermo” nei Paesi Arabi. In realta’, come emerge da numerose fatture acquisite dai magistrati che aprirono una indagine (Cammarata si rifiuto’ di sporgere querela), l’ex gruppo dirigente sperpero’ il denaro pubblico in cene a base di aragoste e gamberoni.
Ma dicevamo della beffa. Ebbene, mentre la citta’ sprofonda e l’ordine dei medici lancia l’allarme per la salute pubblica, i palermitani stanno ricevendo a casa i bollettini per il pagamento della Tarsu (anno 2011), la tassa per la raccolta dei rifiuti. Un vero e proprio schiaffo in faccia, talmente clamoroso, che i cittadini stanno già pensando a una class action, contestando anche la condotta del comune e della Prefettura che non sarebbe intervenuti in tempo.