Sgarbi replica al pm Gozzo: “è noto per le sue inchieste sbagliate, la sua è solo contrapposizione politica”

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Vittorio Sgarbi replica al Pm Domenico Gozzo che s’inserisce nella polemica tra il critico d’arte, Agnese Piraino Leto e il figlio di quest’ultima, Manfredi Borsellino, Dirigente del Commissariato di Polizia di Cefalù, chiamato in causa per avere mandato dei poliziotti a chiedere copia di una intervista radiofonica rilasciata da Sgarbi a «Radio Cammarata Cefalù»:

 «Conosco Domenico Gozzo. Ed ancor di più le sue inchieste sbagliate, già  stigmatizzate dalle parole del Sostituto Procuratore della Cassazione Francesco Iacoviello e dal Presidente della Corte di Appello di Milano Giovanni Canzio. Gozzo ha già dimostrato di non rispettare le sentenze della Cassazione e ora procede con una insensata intimidazione, del genere “Nessuno tocchi Caino”. Io non ho toccato nessuno. Ho, nella piena libertà di espressione e nel ricordo di lusinghiere parole della Borsellino nei miei confronti, rievocato un episodio, come potrei ricordare le belle parole di Napolitano, di Ayala, di Tornatore, in visita a Salemi. Nient’altro.  Ma le reazioni scomposte e di chiara contrapposizione politica di Gozzo e di Manfredi Borsellino m’impongono di denunciare l’uno per stalking l’altro per concussione. E valutare se, con queste continue pressioni indebite rispetto alla verità, sia possibile candidarsi in Sicilia, non potendo neppur ricordare parole affettuose di una persona della quale sono stato in continuo e stretto rapporto anche con i suoi parenti che hanno casa a Salemi. Con soggetti come Gozzo e Manfredi Borsellino la normale attività democratica viene messa in discussione. E una cosa è certa. Dove c’è la mafia non se ne parla, dove se ne parla con programmatiche dichiarazioni, la mafia non c’è»

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