Reggio: arrestato l’autore dell’omicidio Puntorieri

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Domenico Ventura, il presunto killer arrestato stamani

Nella prima mattinata di venerdì 23 marzo i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal G.I.P. di Reggio Calabria Dr.ssa Adriana TRAPANI su richiesta del Procuratore della Repubblica, Dott. Ottavio Sferlazza e Sost. Proc. Dott. Stefano Musolino, hanno tratto in arresto VENTURA Domenico, classe ‘63, pluripregiudicato, con precedenti per associazione di tipo mafioso, in atto sorvegliato speciale, con l’accusa di omicidio volontario premeditato, porto abusivo di arma comune da sparo, occultamento di cadavere tutti aggravati dal metodo mafioso e dall’aver agevolato un’associazione mafiosa (art.7 d.l.152/91), in quanto ritenuto autore dell’omicidio in danno di Puntorieri Marco, classe 70, avvenuto in data 15 settembre 2011, vittima di “lupara bianca”.

Le indagini che sono alla base dell’ordinanza di custodia cautelare iniziano con la scomparsa del Puntorieri avvenuta il 15.09.11 e denunciata tre giorni dopo dalla moglie ai carabinieri. In realtà già in data 16 la Polizia Provinciale aveva rinvenuto il furgone del Puntorieri abbandonato in località Armo di Reggio Calabria. Il mezzo era stato consegnato alla moglie intestataria del furgone poiché di fatto utilizzato per la sua ditta di pulizie.

L’abbandono del mezzo e la scomparsa di un soggetto ritenuto appartenere alla cosca “Libri” fa immediatamente ipotizzare uno scenario preoccupante; i carabinieri informano l’Autorità Giudiziaria e iniziano meticolose ricerche. I parenti non forniscono elementi utili a comprendere cosa sia successo e si inizia ad indagare verso i soggetti che per ultimi hanno incontrato il Puntorieri. Tra questi emerge la figura di Ventura, sorvegliato speciale in atto, con precedenti per tentato omicidio, porto illegale di armi, associazione di tipo mafioso. E’ stato coinvolto nell’Operazione Olimpia, condannato a sei anni, poi condannato a dieci anni di reclusione per tentato omicidio. E’ organico alla cosca “Libri” ed è ritenuto personaggio di estrema pericolosità. Gli accertamenti effettuati dal RIS sul furgone confermano le ipotesi più tragiche poiché il mezzo non presenta alcuna traccia o impronta: è stato evidentemente sottoposto ad una azione di ripulitura, verosimilmente da mani “esperte”. Le persone nel frattempo ascoltate non danno indicazioni utili: lo stesso Ventura viene convocato e riferisce di non avere notizie del conoscente, di averlo visto l’ultima volta in data 14 per dei lavori edili da effettuare presso la sua abitazione.

Marco Puntorieri, l'uomo ucciso il 15 settembre 2011

Le ricerche nel frattempo continuano battendo palmo a palmo i luoghi isolati partendo dal punto del ritrovamento del furgone. Dopo circa 15 giorni dalla scomparsa i carabinieri si imbattono in un ritrovamento che insospettisce. Nei pressi di un casolare vi è un foglio di cartone pressato di circa un metro quadrato adagiato sul terreno come a coprire qualcosa. Il pannello è stato prelevato dal casolare ove ve ne sono altri simili. Al di sotto del pannello i carabinieri rinvengono dei frammenti sospetti: tracce ematiche sull’erba, frammenti ossei, una borra in plastica(parte di cartuccia per fucile) e alcuni pallettoni che sembrano sporchi di sangue. Il sopralluogo viene effettuato dalla sezione investigazioni scientifiche. I reperti vengono inviati al RIS di Messina

I reperti vengono analizzati e si ha la conferma che si tratti di tracce ematiche e frammenti ossei umani. Vengono prelevati effetti personali del Puntorieri dalla sua abitazione ed effettuata dal RIS una comparazione tra il DNA dei resti e quelli del soggetto; a quel punto si ha la conferma: i resti appartengono al Puntorieri. L’ipotesi non è più quella della semplice scomparsa ma si inizia ad indagare per omicidio. Il contesto è evidentemente quello della cosca “Libri”. Puntorieri è stato coinvolto nell’operazione “casco” del 2001 e arrestato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Ha avuto frequentazioni con elementi della cosca. E’ stato condannato proprio per aver favorito durante la latitanza il Ventura.

La svolta decisiva nelle indagini arriva da un plico giunto anonimamente ai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria in cui è contenuto uno scritto anonimo e una pen drive usb. Nello scritto si rappresenta che l’anonimo autore avrebbe assistito all’omicidio, che Puntorieri sarebbe stato attirato da Ventura presso un casolare per “fare un lavoro” e lì sarebbe stato ucciso dallo stesso Ventura. L’anonimo specifica che il Puntorieri, insospettito dall’invito, gli avrebbe richiesto di filmare l’incontro in maniera occulta.

La pen drive viene repertata e inviata al Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (RACIS) di Roma. I tecnici ne estrapolano il contenuto: è agghiacciante, vi sono alcune foto del casolare in cui sono stati rinvenuti i resti umani e vi sono le foto del corpo del Puntorieri riverso in terra. Oltre a ciò sono effettivamente presenti alcuni spezzoni di filmato ripresi da una telecamera fissata ad un albero di ulivo e da una tenuta a mano dalla persona che riprende a distanza. Nei filmati si vedono distintamente arrivare il Puntorieri e il Ventura presso il Casolare. Discutono tranquillamente, il Ventura preleva dal casolare un fucile a canne mozze ma i due non si alterano e continuano a parlare in atteggiamento di attesa. L’atteggiamento è quello di chi ha pianificato un’azione criminosa congiunta. Dopo diversi minuti di attesa i due si incamminano ripresi dalla telecamera sull’albero, il Ventura continua disinvoltamente ad impugnare il fucile. Escono dall’inquadratura e dopo circa un minuto si odono distinti due colpi di fucile. L’immagine delle telecamera tenuta a mano inquadra il furgone del Puntorieri allontanarsi dalla zona.

Il filmato è inequivocabile, il RACIS stabilisce che trattasi di filmati genuini in cui le immagini non sono state manipolate. Viene effettuato dai carabinieri un nuovo sopralluogo sul casolare. Si individuano i due punti da cui erano state effettuate le riprese, si percorre a piedi la distanza tra il punto in cui escono di scena i due soggetti e il punto del ritrovamento dei resti umani: il tempo, con una normale camminata, è di circa un minuto, assolutamente compatibile con quanto visto nelle immagini, ovvero l’allontanamento dei due e i successivi spari. L’arma è un fucile a due colpi compatibile con i due spari uditi e compatibile evidentemente con in pallettoni rinvenuti assieme ai resti umani. Sull’albero di ulivo da cui sono state effettuate le riprese da telecamera fissa sono state rinvenute e sequestrate delle fascette nere da elettricista utilizzate per fissare la telecamera ad un ramo. Il filmato, benché di provenienza anonima, è in sé un documento genuino e di straordinaria valenza nelle indagini. Peraltro si inserisce in un quadro di riscontri già evidenti con il ritrovamento del Puntorieri proprio in quel luogo. La Procura della Repubblica richiede nei confronti del Ventura la misura della custodia cautelare in carcere che il Gip emette in tempi rapidissimi.

Il Ventura è stato arrestato presso la sua abitazione all’alba. Sono intervenuti i carabinieri della Compagnia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria. Non ha avuto vie di fuga ed è stato associato presso il carcere di Reggio Calabria in regime di isolamento.

La vicenda offre un documento di incredibile valore investigativo, l’indagine svela la dinamica di una “lupara bianca” commessa dalla ‘ndrangheta. Il soggetto viene invitato ad un appuntamento con l’accordo di preparare un’azione criminosa a cui lui parteciperà (il Puntorieri non è innervosito dal fatto che Ventura impugni il fucile e vi dialoga tranquillamente): in questo modo l’assassino ottiene il duplice obiettivo di condurre la sua vittima agevolmente in luogo isolato in cui la può colpire e sfruttare automaticamente tutte le accortezze che la stessa vittima adotta in virtù del reato che sta per compiersi (non informare parenti e amici, non utilizzare telefoni cellulari in prossimità dell’azione); non è un caso che il Puntorieri abbia lasciato a casa portafogli e telefono cellulare. Però è proprio in questo passaggio che si è creato l’imprevisto: il Puntorieri, in quanto appartenente alla cosca, non poteva rifiutare di partecipare, ma al tempo stesso ha evidentemente incaricato una persona di riprendere ciò che avveniva. La persona che ha ripreso, al momento non identificata, ha deciso di consegnare in questo modo l’assassino di Puntorieri alla giustizia. E lo ha fatto inviando i filmati al Comando Stazione che stava indagando sulla scomparsa a seguito della notizia del rinvenimento da parte dei carabinieri dei resti della vittima.

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