Palermo: Palazzo Pottino diventa museo, in mostra abiti storici

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Palazzo Pottino, a Petralia Soprana (Palermo), diventa sede museale permanente. Il settecentesco edificio di piazza del Popolo, nel comune madonita, patrimonio della Provincia dal 1989 e attualmente sede del Consorzio Universitario della Provincia, apre una nuova pagina della sua storia proprio grazie al Consorzio. E’ quest’ultimo infatti, che oggi trasferisce nelle austere sale del Palazzo la mostra di abiti e accessori d’epoca della collez ione Piraino, ceduta in comodato d’uso alla fondazione ”Arti decorative Raffaello Piraino onlus” ed esposta nei saloni di Palazzo Sant’Elia lo scorso agosto, come evento di punta di ”Provincia in festa 2011”. L’appuntamento con la nuova ”veste” di Palazzo Pottino, non piu’ solo dimora nobiliare fruibile per pochi, ma avamposto di cultura aperto al territorio, e’ per domani, alle 10.30. Sara’, infatti, inaugurata la mostra permanente dal titolo ”1861 Ab origine – 150 anni di Provincia attraverso gli abiti dei siciliani”, promossa e organizzata dalla fondazione ”Arti decorative Raffaello Piraino Onlus”, costituita dal Consorzio Universitario della Provincia di Palermo e dall’associazione ”Ar.De.Co.”. ”Grazie all’attivita’ del Consorzio e alla sua costante presenza sul territorio – commenta il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti – Palazzo Pottino rinasce con una nuova destinazione d’uso, che lo trasforma in una luogo aperto alla comunita’, all’arte e alla cultura, uno spazio vivo dove la storia incrocia la modernita’ di un’offerta formativa all’avanguardia”. In allestimento nelle sale del piano nobile del Palazzo, circa 80 pezzi della collezione Piraino, abiti che come muti e fedeli testimoni, raccontano la moda, il costume, la seduzione, dal 1860 al 1950, con un’appendice dedicata alla seconda meta’ del ‘700 e alla prima meta’ dell’800. Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di una sala allestita con i 30 abiti vintage – tutti pezzi firmati degli anni ’50, ’60 e ’70 – donati alla Fondazione da Renata Zanca Pucci di Benisichi, e da altri abiti del patrimonio di Trionfante Antichita’, anch’essi ceduti alla Fondazione.

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