La BCE prova a stimolare la crescita

StrettoWeb

Più di 800 banche hanno aderito all’emissione di prestiti a tre anni da parte della BCE, per un ammontare complessivo che si aggira intorno ai 530 miliardi di Euro (rumors indicano che le banche italiane ne hanno richiesti intorno ai 140 miliardi). Dopo l’intervento di Dicembre la BCE ad oggi ha in bilancio all’incirca 1.000 miliardi di Euro di liquidità, e incassa le critiche della Bundesbank in particolare sul poco collaterale richiesto a fronte dell’emissione del prestito; l’intervento è mirato a stimolare la crescita (la liquidità dovrebbe entrare nel sistema creditizio favorendo imprese e consumatori) ma come accaduto in passato potrebbe solo alleggerire le pression i sui bonds Europei (prendo in prestito all’1%, investo sui BTP al 5,3%), una dinamicha a cui abbiamo assistito anche a Dicembre con il primo intervento. Purtroppo si continua a stimolare l’economia con altri debiti, e questa è una dinamica che preoccupa sul lungo periodo.

La notizia è stata accolta però con favore dai mercati che a valle della notizia si son mossi con estrema volatilità muovendosi leggermente al rialzo per poi ritracciare al ribasso. La correzione è dovuta, oltre che per motivi di carattere tecnico, anche per le parole di Bernanke. Il numero uno della Fed alle 16 GMT+1, è tornato sull’economia Statunitense e globale, il mercato del lavoro e l’aumento dei costi del carburante (il brent staziona stabile sui 122 USD al barile) potrebbero creare nuova inflazione, ma per il momento la FED non varerà nuove misure di stimolo all’economia (QE3). Lo speech ha scatenato i venditori che probabilmente si aspettavano dichiarazioni in senso positivo per nuovi stimoli, ed abbiamo assistito a movimenti molto direzionali al ribasso soprattutto su oro e argento. Chiudono in rosso anche i listini Europei (Ftse 100 -0,95%, Dax -0,46%, Cac 40 -0,04%, leggermente in positivo Milano con +0,04%) ed Americani (DJ -0,41%; S&P -0,47%; Nasdaq -0,67%). Ieri gli Stati Uniti hanno confermato un PIL del quarto trimestre 2011 in crescita, attestatosi sul 3%.

Sempre  sul fronte macro c’è una ventata di ottimismo che soffia dall’Asia. Gli indici manifatturieri PMI in rialzo sopra il livelloo 50 (che segnala espansione economica) sia in Cina (51) sia in India (56.6); in Giappone aumenta il capital spending delle imprese (un segnale di ripresa economica), mentre la Korea del Sud aumenta gli export toccando il massimo degli utlimi 6 mesi. Mentre l’Europa continua a zoppicare, sembrerebbe dunque che US ed Asia stiano raddrizzando lo schiena, tuttavia il percorso di ripresa sembra dopato dall’eccessiva liquidità pompata sul mercato, che rimane poi spesso ingabbiata nel sistema finanziario invece di tradursi in nuovi prestiti alle imprese a tassi minori. Se la crescita è guidata dalla liquidità e non dalla produzione reale i rischi e le preoccupazioni si calmano nel breve ma rimangono nel medio e lungo periodo. Oggi ci sarà un primo banco di prova, sono attesi i dati PMI manifatturieri sia in Gran Bretagna (atteso 51.9, precedente 51.2) sia negli Stati Uniti (atteso 54.6, massimo da Luglio, precedente  54.1).

Condividi