Immigrati: quando il mare ha diviso Italia e Malta

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Sui soccorsi in alto mare non sono mai stati facili i rapporti tra l’Italia e l’isola di Malta. Polemiche mai ufficiali, mai formali, ma che alla fine emergono. L’ultimo ‘incidente diplomatico’ tra i due Stati risale a pochi giorni fa, anche se non e’ mai stato formalizzato. Sabato scorso, proprio nel giorno in cui il rimorchiatore ‘Asso 30′ ha soccorso a circa 70 miglia da Lampedusa un gommone con a bordo 108 persone, tra cui donne e bambini, altri 114 profughi, su un gommone in panne a 60 miglia a sudest dell’isola, sono stati trasferiti su una motovedetta della Capitaneria di porto, dopo che Malta, avvertita dalle nostre autorita’, non avrebbe dato risposte. La Valletta, inoltre, non avrebbe mostrato alcuna intenzione di ospitare i migranti soccorsi venerdi’ sera nelle proprie acque da un peschereccio francese, che e’ stato invitato a dirigersi verso Lampedusa. I momenti piu’ aspri si sono registrati l’anno scorso, durante l’emergenza sbarchi sulll’isola di Lampedusa. Anche se, a maggio 2011, il primo ministro di Malta Lawrence Gonzi, parlando con l’Adnkronos aveva sottolineato: ”Non c’e’ nessuna polemica tra Malta ed Italia, l’emergenza immigrati e’ una tragedia umana e tutti e due i paesi hanno la responsabilita’ etica e morale di far tutto il possibile per salvare vite umane che sono in mare”. Parlando in particolare delle polemiche tra Italia e Malta sul salvataggio di un barcone con oltre 400 profughi nel Canale di Sicilia, Gonzi aveva sottolineato: “In quel caso specifico il barcone si trovava a 45 minuti da Lampedusa e a 11 ore da Malta, quindi abbiamo contattato immediatamente le autorita’ italiane per chiedere il soccorso per i migranti. Io personalmente ho autorizzato le nostre forze armate a mandare i nostri mezzi nella zona”. Ma pochi mesi prima era stato anche l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a puntare il dito contro il governo maltese: ”Non soccorre i barconi”; aveva spiegato. Mentre Ceicilia Malstrom, Commissario Ue agli Affari interni della Commissione europea, aveva piu’ volte invitato tutti a una maggiore cooperazione: “La Commissione europea fa appello a tutti gli Stati membri ad assicurare il coordinamento delle operazioni di salvataggio e incoraggia Italia e Malta a cooperare perche’ le vite umane siano salvate”, aveva detto. E il suo portavoce: ”L’importante e’ salvare vite”. “Non vogliamo prendere posizione sull’interpretazione di una legge”, aveva detto a chi gli faceva notare che secondo le regole internazionali ad intervenire deve essere l’imbarcazione piu’ vicina. “Ci felicitiamo con l’Italia per la sua azione, ed esprimiamo la nostra gratitudine per aver salvato le vite di piu’ di 200 persone.

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